Brevi cenni storici

Situazione politico-sociale

Dal fiume Congo due stati dell’Africa centro-occidentale ne traggono il nome:
-Repubblica del Congo – dal 1969 al 1992 già repubblica Popolare del Congo, spesso anche conosciuta come “Congo-Brazzaville” o “Congo Francese”.
E’ la più piccola delle due e sitrova più a ovest.
-Repubblica Democratica del Congo – dal 1966 spesso chiamata “Congo-Kinshasa, Congo belga o Zaire”.
E’ la più grande e si trova più a est.
La RDC – Repubblica Democratica del Congo con i suoi 2.345.410 Kmq. è per vastità il secondo paese africano, ha una popolazione di circa 68 milioni di abitanti di cui solo il 35% vive in contesti urbani.
Le immense ricchezze del paese in termini di bio-diversità, giacimenti minerari (diamanti, cobalto, cassiterite, coltan etc. si accompagnano tragicamente alla povertà della popolazione.
Purtroppo esiste un nesso storico tra lo sfruttamento delle risorse naturali e violazioni costanti e quotidiane dei diritti umani risalenti all’epoca coloniale e perdurate con l’indipendenza.
Assai pochi ricavi sono reinvestiti per migliorare il benessere del popolo e restano tutt’ora concentrati nelle mani di un’elitè in gran parte straniera.
La storia recente è segnata da conflitti e guerre civili:
-nel 1960 si verificò un ammutinamento dell’esercito ed un tentativo di secessione da parte della provincia di Katanga, ricchissima di minerali.
-nel 1998 scoppia una guerra che, per il grande numero di stati coinvolti , viene definita dagli storici la “prima guerra mondiale africana”!
-nel 1999 si ottiene il “cessate il fuoco” che tuttavia non segna il termine delle violenze nella Repubblica Democratica del Congo e l’ONU invia la sua più grande missione di peacekeeping della storia.
Neanche l’intervento internazionale riesce a sedare le rivolte interne al punto che il 2005 viene definito come l’anno del “peggior disastro umanitario”!
Gli scontri si sono susseguiti e tutt’ora l’area è pericolosamente “instabile”.
Tra il 1998 ed il 2007 la guerra ha causato 5 milioni di morti.
L’insicurezza è ormai cronica!
Gli scontri determinano una generale situazione di instabilità che ovviamente chiude ogni via ad investimenti stranieri aumentando in tal modo la fragilità della popolazione e favorendone gli spostamenti.
Si calcolano 1,7 milioni di rifugiati in maggioranza donne e bambini: lo stupro è considerato uno “strumento di guerra” ed è tristemente nota la figura del “Baby Soldier”!

Situazione economico – alimentare

Considerata la complessa situazione politica, sociale ed economica e nonostante le grandi ricchezze naturali la RDC è considerato il paese con il più basso Pil al mondo e viene posta all’ultimo posto degli stati oggetto di analisi per l’indice di sviluppo umano.
L’emergenza umanitaria è continua: l’ONU stima che nel paese vi siano 2,3 milioni di rifugiati e che circa 300.000 congolesi vivano nei campi profughi di paesi confinanti.
La “fame cronica” colpisce il 76% della popolazione; il livello di malnutrizione si è raddoppiato dal 1990 ed in alcune zone del paese è ormai endemico.
Il prezzo del cibo è altissimo in quanto il 95% è importato e per questo motivo l’attività a supporto dell’agricoltura è da considerarsi vitale per la rinascita del paese.
Occorre aumentare la possibilità di accedere alla terra, al credito e conseguentemente al libero mercato.
Il consumo alimentare “povero nel 2010 – 48% è salito nel 2011 al 55%.L’incremento dei prezzi del 45%dal 2008 al 2010 dei prodotti base ha ulteriormente negato l’accesso della popolazione ad una minima, corretta e sana alimentazione.
Si può affermare che l’economia è ormai “collassata”!
Due risultano i principali fattori di ostacolo allo sviluppo: l’impossibile accesso ai campi e al credito!

Settore educativo – scolastico

Nella RDC 4,6 milioni di bambini in età scolare sono al di fuori del circuito educativo.
Il tasso d’iscrizione primaria e del 51,7% e molto scoraggiante risulta l’iscrizione al 1° anno: solo il 15%.
Le scuole sia pubbliche che private sono a pagamento con conseguenti cali d’iscrizione ed enormi difficoltà nel pagamento degli stipendi agli insegnanti.
Quindi?
Carenze materiali ed igieniche: il 75% delle scuole non hanno acqua potabile né latrine. La situazione risulta ancor più grave se si scompongono queste statistiche su base regionale.
La spesa per l’educazione è purtroppo passata dal 30% del Pil nel 1960 al 2% del 2004. Il 90% dei costi è sostenuto dalle famiglie e solo il 10% dallo stato che ritiene la formazione professionale e tecnica non una priorità.
Gli istituti professionali sono solo il 10% delle scuole superiori: gli insegnanti sono demotivati e sotto-qualificati.
Diversi studi sottolineano e si augurano la nascita di un sistema di partnership tra il “pubblico – privato e sistema scuola – impresa”!


Fratelli di Kananga RDC Onlus

Il perché…

Care Amiche e Amici,
ritengo, dopo questi succinti dati storici riferiti all’universo congolese, ritengo utile e necessario cercate di spiegarvi come siamo giunti alla decisione di fondare una società onlus che in tempi brevi scenderà in campo per cercare di aiutare nel migliore dei modi la popolazione di Kananga, provincia della Repubblica Democratica del Congo.

Seppur tratteggiati sommariamente gli aspetti della vita politica,
socio-economico di questa disastrata parte del mondo non può non intuirsi la complessa e tragica gravità di una indescrivibile situazione quotidiana che, lungi da mirate soluzioni di ogni natura, continua ad aggravarsi e purtroppo a colpire le fasce più deboli di ogni popolo: bambini, anziani e donne.

E’ tristemente doloroso, tragico il solo pensare che alla semplice domanda che ognuno di noi potrebbe rivolgere ad un Kananghese…”cosa desideri di più nella tua vita?” la prima risposta:”Vorrei mangiare”!!!

Trascurando per un momento i problemi politico istituzionali, la crisi sociale
(scuola, assistenza sanitaria etc), le intrigate e devastanti azioni militari mi chiedo come possiamo noi europei, occidentali, italiani, colti e ricchi accettare che in una parte del mondo (non così distante) la violenza sulla donna sia un fatto all’ordine del giorno, che un anziano non possa essere curato…

Come non inorridire al solo pensiero che un giovane di 13 anni indossi un’uniforme e sia pronto a combattere in una delle tante fazioni schierate in guerre civili tribali e violentissime?

Come si può accettare che mentre ci trastulliamo (sperperando gran parte delle nostre risorse nonostante la grave crisi economica globale) tra PC, internet, e-mail, sms, telefonini, tablet…bimbi,anziani e donne hanno come nemico patologico quotidiano il riuscire a sfamarsi?

Perché questo mio sfogo?

Lasciatevi raccontare…

Nel 2008 la sonnolente quiete di Caniparola, piccola frazione del comune di Fosdinovo nella provincia di Massa Carrara, viene scossa dall’arrivo di un nuovo vice parroco in ausilio all’ormai anziano Don Adriano.

Una mattina mentre facevo colazione nell’unico bar del borgo fui avvicinato da un “omone”, un gigante “nero”, atletico, solare che con naturale entusiasmo si presenta a quanti presenti nel locale.

Già…il nuovo sacerdote!

Quest’uomo, questo “Don”, laureato all’Università Lateranense, in grado di parlare correttamente quattro lingue, raramente vestito in abito talare in breve tempo riuscirà con il suo “credo”, con il suo modo di fare “il Pastore”, con il suo semplice e costante stare e vivere tra, per e con la gente a riempire la parrocchia.

Indimenticabili i suoi sermoni domenicali.

Sì! Parlo del mio “fratello nero”…parlo di
Don Jeannot Mandefu

originario della Repubblica Democratica del Congo.

Don Jeannot Mandefu Don Jeannot Mandefu Don Jeannot Mandefu Don Jeannot Mandefu

In breve dalla semplice frequentazione passiamo ad una sincera “Amicizia”!

Lentamente ma inesorabilmente le sue preoccupazioni per i connazionali, i problemi, le ansie, la nostalgia per la sua terra diventano il cemento del nostro rapporto.

Lui racconta ed io nel mio piccolo studio, ricerco, pongo domande: a volte discutiamo per punti di vista apparentemente diverso ma sostanzialmente uguali.

Nel 2011, non so se per sua richiesta o se per invio del vaticano, il fratello rientra in patria.

Gli viene assegnata una delle parrocchie più terribilmente disastrate dai mille problemi su esposti di tutto il Congo.

Manteniamo i nostri contatti.

L’anno successivo, durante un suo breve ritorno, tenta, riuscendovi, di coinvolgermi in un’operazione di salvataggio, di intervento assistenziale diretta ai suoi nuovi parrocchiani forse troppo grande per tutti noi.

Comunque le cose procedono.

Studi, ricerche, pianificazioni si fanno sempre più intensi.

Nel luglio di quest’anno incominciamo a vedere qualche piccolo, primissimo risultato: Padre Janot, il mio “Fratello Nero” è riuscito a farsi assegnare dalle autorità ben 5 ettari di terreno da dedicare a seminazioni intensive di mais, fagioli e arachidi.

Sempre nello stesso mese il sacerdote si reca in Piemonte dove riesce a trovare la sponsorizzazione di alcune grandi aziende agricole che con i loro tecnici e soprattutto la loro esperienza affiancheranno i giovani Kananghesi in questa prima avventura.

Al contempo mi sono mosso per fondare secondo tutti crismi legali la Onlus.

Ho altresì iniziato a contattare alcuni industriali e tutte le persone di “buon cuore” per cercare di stabilire i contatti utili a rifornire questa sua manodopera, ragazzi e ragazze giovanissimi e ben intenzionati a seguirlo, di tutto quanto sia necessario per il duro lavoro dei campi!!!

Speriamo di essere riusciti a raggiungere lo scopo, la prima meta della fondazione legale entro il dicembre 2013.

Seguirà ovviamente un grande lancio pubblicitario mediatico.

State tranquilli…quando visiterete il mio sito sarete aggiornati.

Un’ultima cosa, forse banale, ma che ritengo assolutamente indispensabile sottolineare:”Ogni aiuto sarà rigorosamente controllato: dalla partenza all’arrivo”!

Insieme a Janot e a quanti ci vorranno seguire, affiancare tre sono i termini, i comportamenti su cui la Onlus Fratelli di Kananga – RDC non transigerà mai: legalità, trasparenza, onesta!

Grazie! Vittorio Paganini